Una telefonata

I complimenti fanno piacere a chiunque e io, ovviamente, non faccio eccezione.

L’obiettivo che mi ero posto quando ho terminato il mio libro e l’ho finalmente reso disponibile al pubblico, era quello di riuscire ad emozionare almeno uno dei miei lettori. Nient’altro. Non avevo grandi pretese.

Il ritorno economico non era mai stato nei miei pensieri. Faccio un altro mestiere, anzi due, visto che sono anche padre di due bambini. Sapevo di entrare in un mercato, quello italiano, ormai saturo, in cui i (purtroppo pochi) lettori difficilmente si scostano da quelli che sono i loro autori preferiti e comunque seguono, in linea di massima, i dettami che giungono a loro da recensioni e pareri di esperti, lette su quotidiani, riviste o siti internet specializzati o semplicemente ascoltate in tv.

Di autori emergenti ce ne sono a bizzeffe e col self publishing questo numero è aumentato vertiginosamente visto che chiunque può pubblicare qualsiasi cosa, senza dover sottoporre il proprio manoscritto al giudizio di un qualsiasi editore.

Torniamo al mio caso. Come è ovvio che sia, i miei primi lettori provenivano tutti dalla cerchia delle mie conoscenze e questo mi ha permesso di ricevere, quasi in tempo reale, pareri e commenti su ciò che stavano leggendo (quante cose ho corretto grazie a loro…). Ogni tanto mi arrivava un messaggio di qualcuno che si complimentava con me e questo, naturalmente, mi dava enorme soddisfazione. Ma un’emozione più forte l’ho provata poco tempo fa.

La settimana scorsa ho ricevuto una telefonata. Un numero che non avevo in rubrica e che l’applicazione blocca call center che ho installato sul mio telefono non aveva filtrato. Ho risposto.

Era la madre di un mio carissimo amico che mi chiamava per complimentarsi con me. Aveva ricevuto il mio libro in regalo dal figlio, l’aveva letto in pochissimo tempo e si era procurata il mio numero perché doveva assolutamente chiamarmi per dirmi che le era piaciuto tantissimo. Mi ha detto che dopo di lei l’aveva letteralmente divorato anche una delle sue nuore a cui l’aveva prestato e mi faceva i complimenti anche da parte sua.

Questa telefonata, da sola, mi ha ripagato di tutto il tempo che ho sottratto ai miei divertimenti per portare a termine il mio romanzo e questo accade ogni volta che qualcuno dei miei lettori mi contatta per dirmi che la mia storia lo sta emozionando.
A tutti loro posso solo dire grazie.

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