Lula ritorna?

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L’ha detto in maniera chiara e precisa: “[…] vou querer ser candidato à Presidência da República outra vez“. E in tanti sono già pronti a votarlo, a giudicare dai sondaggi.

Non si sa ancora se ciò potrà essere possibile, a causa dei procedimenti in corso contro di lui per presunte tangenti nell’ambito dell’inchiesta “Lava Jato”.
In caso di condanna definitiva, infatti, Luiz Ignacio Lula da Silva non potrebbe ricoprire cariche pubbliche a causa della legge Ficha Limpa (qualcosa di analogo alla nostra legge Severino). Bisognerà vedere a che punto saranno le indagini e il processo ad ottobre 2018, periodo in cui sono previste le prossime elezioni in Brasile.

Non voglio pronunciarmi in merito alle accuse che sono state rivolte all’ex presidente e, sinceramente, non mi stupirebbe affatto se queste venissero alla fine confermate. Ho smesso da tempo di credere alla favola del politico pulito. Quello su cui voglio invece soffermarmi è il radicale cambiamento che ha attraversato il Brasile negli anni del dopo-Lula e, principalmente, nell’ultimo biennio.

Se con Lula più di trenta milioni di brasiliani erano usciti dalla povertà, negli ultimi anni una buona percentuale di questi ci è, purtroppo, ritornata, il tasso di disoccupazione è raddoppiato e la sicurezza per le strade è calata drasticamente. Sono fatti facilmente riscontrabili, ma io mi sento di poterli confermare di persona.

Sono stato per la prima volta in Bahia nell’ormai lontano 2003, quando Lula si era appena insediato a Palácio do Planalto. Da allora ci sono tornato ogni anno e ogni volta sentivo dalla bocca dei residenti che le cose andavano sempre meglio. Non sto parlando di miracoli, chiaro, ma il fatto che la popolazione fosse soddisfatta dell’operato del suo presidente lo si sentiva chiaramente nell’aria.

Quando terminò il suo secondo mandato, avvertii palpabile la tristezza e, soprattutto, l’incertezza della gente per il futuro. La sua naturale erede, Dilma Rousseff, non sembrava garantire quella sicurezza che Lula aveva saputo dare col suo governo.
Per lei c’è stato l’impeachment e per il suo successore Temer, le cose non vanno assolutamente meglio. L’economia brasiliana è in piena recessione e la criminalità ha ormai raggiunto livelli difficilmente controllabili.

Un ritorno di Lula potrebbe davvero rappresentare una possibile soluzione?

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