Cultura come redenzione

Mi è capitato per caso di leggere qualcosa riguardo questa legge introdotta dalla ex presidente brasiliana Dilma Rousseff e ho fatto subito ricerche per avere conferma della veridicità di quanto avevo visto.

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Ebbene sì, in Brasile ogni libro letto da un detenuto equivale a quattro giorni di carcere in meno, con un massimo di un libro letto al mese (e quindi un massimo di 48 giorni di sconto di pena all’anno). Per un appassionato divoratore di libri come me, è bello scoprire che, da qualche parte nel mondo, la lettura venga vista come un mezzo di reinserimento sociale, come uno strumento per iniziare a redimersi e prendere coscienza dei propri errori.

Un po’ sorprende che un governo possa prendere una decisione simile, dato che meno possibilità si danno all’individuo di avanzare culturalmente, più facilmente lo stesso individuo diviene manipolabile dal potente di turno e la recente storia italiana fornisce un fulgido esempio di come possa essere messo in pratica questo semplice concetto.

A proposito dell’Italia, pare che qualche anno fa, sull’esempio brasiliano, anche qui da noi si sia cominciato a discutere di una legge simile, ma non ho trovato ancora informazioni su come sia andata a finire e questo, purtroppo, potrebbe significare che, alla fine, non se ne sia fatto più nulla. Spero di essere smentito.

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